
La caratteristica principale è quella di fare il bagno in acqua dolce evitando l’utilizzo di prodotti chimici per mantenere l’acqua pulita.
Si, lo dimostra il fatto che la piscina naturale esiste da più di 40 anni. In un paese europeo è stato eseguito un controllo sulla qualità dell’acqua in più di 1000 biopiscine risultando tutte idonee alla balneazione.
Si può dire che una biopiscina è composta da tre parti fondamentali; una parte filtrante, una parte balneabile un impianto tecnico.
La zona filtrante è una parte del lago balneabile adibita al filtraggio dell’acqua, è composta da vari substrati di materiale filtrante e da piante fitodepuranti. L’acqua passa attraverso questo filtro naturale ed esce depurata e cristallina.
La zona balenabile è la zona del lago dedicata alla balneazione, generalmente viene impermeabilizzata con una membrana atossica e lasciata sgombra da sassi pietre ed altri materiali che rendono difficile la sua pulizia.
Con impianto tecnico intendiamo le pompe di movimentazione dell’acqua, l’impianto elettrico, idrico, l’impianto di illuminazione ecc… (Nelle piscine naturali non si utilizzano filtri meccanici e sterilizzatori UV-C).
Ruscelli e cascate oltre ad essere ornamentali hanno un effetto ossigenante ma non sono fondamentali per un biolago.
Certo, le piante sono elementi importantissimi e fondamentali per il corretto funzionamento del sistema, assorbono sostanze nutrienti che andrebbero a favorire lo sviluppo delle alghe, assorbono metalli pesanti e immettono ossigeno nell’acqua. In questo ultimo periodo si va diffondendo in nord Europa la moda di realizzare biolaghi senza l’ausilio di piante ma gli ultimi studi fatti sembrano evidenziare il funzionamento carente di questi sistemi.
Assolutamente no! Essendo un prodotto che si sostiene naturalmente senza l’utilizzo di prodotti chimici, la progettazione e la realizzazione devono essere fatte da aziende professionali. Le dimensioni del lago, della fito, la scelta delle piante, del materiale inerte nelle sue tipologie e dimensioni vanno fatte considerando molti fattori come luogo e altitudine del posto, numero massimo di bagnanti giornalieri, ombreggiamento, direzione del vento predominante, qualità chimico-biologica dell’acqua di riempimento e rabbocco. In internet trovate la testimonianza di chi ha buttato soldi per farsi fare un biolago che non funziona da una azienda improvvisata, state attenti! Noi consigliamo a chi ha intenzione di valutare la realizzazione di un biolago a casa sua, di andare a vedere i lavori fatti dall’azienda alla quale si intende affidare la realizzazione e di parlare con i loro utilizzatori.
Bisogna presentare in comune una S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) se poi si vuole o necessitano opere murarie bisogna interpellare il proprio referente (Architetto o geometra) per capire se serve o meno il permesso a costruire.
Si, in assenza di normative specifiche, si deve applicare la normativa che più si avvicina. Nel caso della sicurezza degli impianti elettrici bisogna fare riferimento alla normativa relativa alla piscina che prevede il progetto elettrico con relativa dichiarazione di conformità dell’impianto.
Ad ora in Italia non c’è nessuna normativa esiste solo una delibera della giunta provinciale di Bolzano del 20 giugno 201 nr. 974.
No perché la normativa per piscina prevede una quantità minima di cloro libero nell’acqua mentre in un laghetto balneabile non si deve assolutamente utilizzare cloro, andrebbe a compromettere le piante e l’ecosistema naturale del biolago.
Si l’utilizzo di proiettori subacquei come nelle piscine non crea nessun tipo di problema.
Un laghetto balneabile può avere qualsiasi tipo di forma che il cliente desidera, naturale, classica, moderna e formale, è uno dei vantaggi di questo prodotto. In Austria, Svizzera e Germania si predilige una forma naturale mentre in Olanda e Belgio si opta per una forma classica simile ad una piscina.
Le dimensioni massime non ci sono problemi mentre esistono dei limiti di dimensioni minime che vanno valutati caso per caso, più grande è il volume d’acqua più stabile è l’equilibrio biologico dell’ecosistema.
Può avere una profondità variabile da pochi decimetri fino a 3-4 metri vale sempre la regola che più acqua c’è meglio è.
Il posizionamento va deciso dopo un accurato sopraluogo ed una serie di considerazioni: valutazione paesaggistico (Meglio se in collaborazione con professionisti come Paesaggisti o Architetti), valutazione tecnica, esposizione alla luce solare nei vari periodi dell’anno, dimensioni, presenza di piante, venti predominanti.
Non esiste una regola precisa, (Può variare da un 20 ad un 50-60% dello specchio d’acqua) ogni lago balneabile è diverso dall’altro e va progettato su misura.
No, la zona filtrante può essere posizionata a parte distante anche diversi metri dalla zona balneabile che in questo caso può assumere forme classiche addirittura di piscina a sfioro.
La risposta dipende da molti fattori comunque come dato di riferimento si può prendere in considerazione 3 settimane per un lago naturale di 100 metri quadrati.
Si, ci sono certi lavori molto semplici e sicuri che il cliente può eseguire risparmiando sul costo finale del prodotto.
Già da subito dopo averlo messo in funzione.
Certo, in Europa sono stati costruiti migliaia di questi laghetti senza riscontrare problemi di nessun tipo.
Si senza però esagerare e modificare l’equilibrio biologico del lago.
La conseguenza principale è la piacevole sensazione di fare il bagno in acqua dolce e pura evitando il fastidioso rossore agli occhi ed eventuali problemi di allergie al cloro. Non c’è da nascondere il fatto che già dopo poco tempo il fondo e le pareti diventano scivolose ma questo è un segnale che tutto funziona bene, milioni di microscopici utili organismi stanno colonizzando l’ambiente.
Si essendo un ambiente naturale sul fondo e sulle pareti si possono formare delle alghe e del biofilm come succede sulle pietre di un torrente o di un lago naturale questo è sinonimo di un’acqua naturale e priva di prodotti chimici.
No, si sconsiglia vivamente per non alterare il funzionamento naturale del lago.
Il problema delle zanzare non esiste primo perché l’acqua è trasparente e mossa secondo perché si crea un ecosistema naturale che regola la proliferazione attraverso i loro predatori come rane e libellule.
Si, fortunatamente! Anche se normalmente non si vedono perché la maggior parte sono minuscoli protozoi che hanno tutti una funzione particolare soprattutto nella zona filtrante. Nel laghetto si può trovare anche anfibi (es. salamandre, rane, libellule) sono innocui e considerateli come ospiti.
No se l’avete utilizzata è consigliabile una buona doccia prima di fare il bagno.
No assolutamente, se fa molto freddo l’acqua ghiaccia ed il risultato estetico è garantito, la differenza rispetto ad una piscina classica è pure questa, non va coperto non va svuotato ma va goduto in tutto il suo splendore pure in questo periodo.
È molto difficile rispondere sapendo che ogni laghetto è diverso e personalizzato completamente dal cliente, possiamo dire che può costare da 300 a 700 euro\m2, dipende dalla tipologia di lago, dalle sue dimensioni e dagli optional che vengono scelti.
Il costo di mantenimento è di sicuro inferiore al costo di gestione di una piscina classica considerate che un lago di 100 m2 può funzionare con un consumo energetico di 170 W/h che corrisponde (Considerando il costo orario di un KW/h pari a 0,25 euro) a circa 1 euro al giorno. Costo prodotti chimici = zero euro.
Si.
No.
Poca, perché l’acqua nel bio-laghetto non va mai sostituita e non ci sono filtri da lavare va solo aggiunta quella che evapora.
Si il biolago va manutenzionato con degli interventi regolari e con degli interventi straordinari. Tenete presente che qualche foglia sul fondo in un laghetto naturale non da assolutamente fastidio.
La pulizia degli skimmer (se presenti), delle pompe, la spazzolatura e l’aspirazione del fondo.
La potatura delle piante fitodepuranti in autunno inoltrato e la pulizia della zona filtro.
Il tempo di manutenzione di un biolago cambia in base a molti fattori, utilizzo, ombreggiamento, dimensioni, qualità dell’acqua però, di regola si può dire che di sicuro non è un problema riscontrato dalla nostra clientela.
Sì, come nelle piscine si possono utilizzare robot pulitori per facilitare la manutenzione del biolago.
Daniele Marchetti
Castello di Godego, TV
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